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mercoledì, 25 novembre 2009
Mi sembrava di non aver mai toccato l'apice. Se mi voltavo indietro, mi sembrava di non aver avuto nemmeno una vita. Un po' di vicissitudini. Progressi e regressi. Ma niente di più. Non avevo fatto niente, prodotto niente. Avevo amato qualcuno, ed ero stato amato. Ma non mi restava niente. Il paesaggio era stranamente piatto. Mi sembrava di muovermi all'interno di un videogame. Come Pac-man, avanzavo mangiando i puntini che componevano il labirinto. Senza scopo. Ma con la certezza, prima o poi, di morire.

(“Dance Dance Dance” di Murakami Haruki)
Scritto da: jen81 alle ore 17:53 | link | commenti | categoria:
mercoledì, 11 marzo 2009


Dopo l'ennesima lunga latitanza, torno con un post "in tema", cioè con una citazione da un libro, che però sempre di America parla...


“La gente vi dirà che viaggiare in America è facile, ma si tratta di un’infame e oscena menzogna. Gli Stati Uniti saranno anche il paese più mappato del mondo, e le cartine ne fanno sembrare il territorio l’emblema stesso della semplicità. Ma la realtà su scala naturale è infernalmente più complessa. L’America è la capitale mondiale dello svincolo occulto, della traversa non indicata, del cartello di fondamentale importanza che noti solo mentre gli stai passando a fianco a cento all’ora.” (“Dolce Libertà” di Joseph O’Connor)


Mannaggia a loro, quanto è vera sta cosa!

Scritto da: jen81 alle ore 10:07 | link | commenti (1) | categoria:
giovedì, 25 dicembre 2008

Glisserò completamente sul fatto che sono passati più di tre mesi, e riprendo il mio resoconto sulla vacanza americana.  (parte 1a - parte 2a)

Terza Parte: New York City

-05/09- Riconsegnata l’auto, dall’aeroporto abbiamo preso la navetta per il nostro hotel. Visto che la stanza non era ancora pronta, ne abbiamo approfittato per fare un giro di ricognizione di Newark. Niente di rilevante.

Nel pomeriggio, dopo aver preso possesso della stanza, abbiamo preso la Path diretti finalmente a New York. Siamo scesi alla fermata WTC, direttamente dentro Ground Zero (da poco riaperta dopo l’11 settembre).

Il primo impatto con NY non è stato come credevo. Arrivare in pieno Downtown all’orario di chiusura degli uffici, non è un’ottima idea. Dopo la settimana passata nel tranquillo New England, ho quasi rischiato una crisi di nervi in mezzo a tutta quella gente che non mi permetteva di camminare e andare dove volevo. Passato però il momento della transizione ufficio-casa, siamo riusciti a girare un po’. Siamo entrati nel complesso del WTC, da dove si può vedere Ground Zero dall’alto. Devo dire che ora, con tutte quelle gru e gli operai che lavorano, sembra solo un grande cantiere, non è più come qualche anno fa, quando c’erano ancora le macerie. Certo, se ci si ferma un attimo a pensare a quello che c’era e a cosa è successo, una serie di emozioni si scatenano dentro di sé.

Poi Woolworth Building, Trinity Church, Bowling Green e Battery Park…zona bellissima da visitare al tramonto, con Ellis Island e Miss Liberty in lontananza. A seguire passeggiata per South Seaport e arrivati al Pier 17 verso l’ora di cena, abbiamo deciso di fermarci a mangiare lì. Dopo l’ennesima cena di pesce, abbiamo fatto un altro giro per la Lower Manhattan, passando in zona Wall Street per vedere gli edifici della Federal Hall e della NY Stock Exchange.

-06/09- Potrei parlare dell’assurda colazione in piedi in albergo, ma preferisco sorvolare. Con la solita combinazione Path+Metro siamo scesi alla Penn Station di NY. Passeggiata per il Midtown: Madison Square Garden, 5th Avenue, NY Public Library, Gran Terminal Center (1 e 2), Chrysler Building. Poi Empire State Building, dove nonostante tutte le guide parlavano di file interminabili per salire, non c’era nessuno. Il motivo? Visibilità pari a zero, a causa del brutto tempo. Fortunatamente ci hanno avvisati prima di salire, dandoci la possibilità di ritornare il giorno dopo. Via di lì allora ci siamo diretti in Times Square, con l’intenzione di prendere i biglietti per uno spettacolo di Broadway, ma la fila ai banchi del TKTS era interminabile, in più aveva anche iniziato a piovere, così, dopo aver comprato due ombrellini (difficilissimi da trovare), ci siamo rifugiati in un localino giapponese, dove abbiamo pranzato. Poi Rockfeller Center e Saint Patrick’s Church. Ma la pioggia aumentava sempre di più, così siamo entrati in un negozio della NBC per ripararci un po’ e per fare un po’ di shopping :D

Rientrando siamo stati sorpresi da un vento fortissimo con pioggia (erano i giorni in cui c’era la tempesta su tutta la costa est) e siamo arrivati in albergo tutti inzuppati ed infreddoliti. Io mi sono infilata sotto le coperte con nessuna intenzione di uscire. Ivan invece si è avventurato per le strade di Newark completamente deserte alla ricerca di un posto dove poter cenare. Non trovando un solo posto aperto, ha dovuto ripiegare sul McDonald della stazione :D

-07/09- Mattinata nella North Manhattan e ad Harlem (uno dei quartieri che mi è piaciuto di più, davvero particolare). Poi passeggiata per la Columbia University (1 - 2 - 3). Nel pomeriggio visita al Mausoleo del Generale Grant (che avremmo potuto tranquillamente trascurare) e puntatina al negozio M&M. Poi abbiamo approfittato del bel tempo e siamo saliti sull’Empire State Building (evitando la lunga coda perché avevamo i biglietti già dal giorno prima). La vista della città dal suo punto più alto è davvero spettacolare. Grattacieli che camminando per strada ti sembrano grandissimi, visti dall’Empire sembrano delle casette (1 - 2 - 3 - 4 - 5)

Tornati in hotel per sistemarci un po’, siamo riusciti per andare a vedere un po’ della vita notturna nel famoso East Village. Lì in un pub abbiamo conosciuto un gruppetto di ragazzi che si sono seduti al tavolo con noi. 3 ragazzi (uno stilista, uno scrittore e un attore…uno più gay dell’altro) e 2 ragazze (di cui una avrebbe lasciato New York l’indomani per trasferirsi in California).

-08/09- Prima tappa del giorno: il Village per vedere la casa di Friends e quella di Carrie di Sex and The City :) Poi Abington Square, Washington Square, la Grace Church e un negozio spettacolare con un sacco di vestiti per Halloween. A pranzo ci siamo visti con Jennifer, l’amica newyorchese/romana di Ivan. Nel pomeriggio giro per Soho e per un po’ di negozi tra cui uno di elettronica dove abbiamo comprato tutti e due una macchina fotografica. Puntatina nell’ennesimo Starbucks e poi da Macy’s…semplicemente immenso! 8 piani in cui puoi trovare qualsiasi cosa! Ivan si è comprato un po’ di vestiti, io mi sono limitata ad un paio di occhiali da sole di Armani.

-09/09- Dopo la colazione, in albergo abbiamo controllato su Internet gli estratti conto delle nostre carte…e sulla mia c’era un errore. Era stato addebitato due volte il costo del tour in barca a Gloucester, a vedere le balene. Quindi abbiamo buttato via un po’ di tempo al telefono per cercare di risolvere la cosa. Nel primo pomeriggio piovigginava, quindi ci siamo rifugiati in un museo. Deciso per il Metropolitan, anche se Ivan voleva andare al Museo di Storia Naturale (quello dove “lavora” Ross) :D Il Met merita davvero, è immenso ed è pieno di capolavori! Usciti di lì siamo tornati in Times Square dove siamo riusciti a prendere i biglietti per lo spettacolo della sera de “Il Fantasma dell’Opera”. Altro giro per negozi dove ho preso un altro paio di occhiali da sole Ray-Ban e qualche souvenir.

Cenato lì nei paraggi di Broadway, in un locale molto carino (Virgil’s) con menu tutto di carne BBQ. Molto buono! Dopo cena finalmente abbiamo potuto goderci il sospirato musical “Phantom of the Opera”, che mi è piaciuto davvero tanto. Anche se recitato in inglese era abbastanza facile da capire, e poi comunque la storia la conoscevo. Inoltre la scenografia era davvero molto bella, con effetti speciali degni di un film.

-10/09- Passeggiata per un altro tratto della 5th Avenue: negozio NBA, Tiffany’s (1 - 2 - 3) (ma non ho osato entrare, visto che non avevo né l’abbigliamento né la classe di Audrey). Poi abbiamo fatto un po’ di spesa di cibarie al Whole Foods all’interno del Time Warner Center e siamo andati a Central Park a fare pic-nic (1 - 2 - 3). Qui Ivan si è sbizzarrito con la sua nuova macchina fotografica a fare e a farmi un sacco di foto (1 - 2 - 3)

Via da Central Park siamo tornati in zona South Ferry per prendere il traghetto che ti porta nel quartiere di Staten Island e ti fa passare vicino alla Statua delle Libertà e ad Ellis Island. Lì abbiamo fatto un giretto veloce nella zona di St.George e poi siamo ritornati a Manhattan sempre con lo Staten Island Ferry. Abbiamo deciso di fare almeno un salto a Coney Island, dove siamo arrivati dopo quasi 3/4 d’ora di metro. Lì però siamo rimasti pochissimo, perché di sera non è una zona molto rassicurante. Al rientro abbiamo fatto un giro per Brooklyn e abbiamo addirittura provato a cenare in una pizzeria, ovviamente italiana, che la guida indicava come la migliore della città: Grimaldi’s. Il locale è molto particolare, il proprietario un italiano con atteggiamenti un po’ da Padrino e la pizza non era male. Probabilmente è si la migliore di NY…ma in Italia sarebbe una pizza nella media. Per rientrare a Manhattan ci siamo fatti tutto il Ponte di Brooklyn a piedi, un’esperienza che, nonostante il freddo, consiglio a tutti. Vedere lo skyline di New York tutto illuminato che si avvicina un po’ alla volta è davvero meraviglioso!

-11/09- Ultimo giorno… :((((( Dopo il check-out in hotel abbiamo portato i nostri bagagli alla scuola materna dove lavora Jennifer, che è stata così carina da offrirsi di tenerli lì mentre noi sfruttavamo la mattinata per visitare ancora un po’ la città. Ancora un giro per negozi: non potevo andarmene senza comprare nulla da Victoria’s Secret! Passeggiando per la città, abbiamo visto diverse commemorazioni delle Forze dell'Ordine e dei Vigili del Fuoco, per l'anniversario della caduta delle torri Gemelle.

Poi passeggiata per Little Italy, dove era appena iniziato il Festival di San Gennaro. Devo dire che la Little Italy di Boston è molto più caratteristica, mentre qui di italiano è rimasto solo qualche insegna nella via principale. Il resto è ormai diventato tutto parte di Chinatown, quartiere molto più grande, nel quale di sembra davvero di essere in Oriente e non negli States (1 - 2 -3 - 4 -5). Poi abbiamo fatto un giro per Tribeca, dove abbiamo visto la caserma dei pompieri che è stata usata come sede dei Ghostbuster nel film. Nel pomeriggio siamo tornati da Jenn a riprendere i bagagli e da lì, dopo 2 metro e l’air train siamo arrivati al JKF. Lì abbiamo finito gli ultimi dollari in contanti rimasti per qualche altro souvenir e per un po’ di cibarie per il volo. Ci siamo imbarcati in perfetto orario, ma poi siamo partiti quasi un’ora dopo. Chissà, forse è la prassi, ma in pista c’era una coda di aerei uno dietro l’altro, peggio che in tangenziale! Purtroppo questo aereo non aveva i monitor su ogni sedile, ma uno unico per tutti, quindi non ho potuto vedermi un po' di film come all'andata. Peccato! Ne ho approfittato per sonnecchiare un po’.

-12/09- Arrivati a Dublino la mattina dopo alle 9.20.
Tirando le somme ho passato proprio una bella vacanza. Sognavo di andare a New York da una vita, e finalmente ce l'ho fatta, anche se devo dire che mi è piaciuta di più la prima settimana "on the road". Ho visto tanti posti stupendi, ho incontrato persone strane e divertenti e mi sono davvero stancata terribilmente! Ma è così che dev'essere una mia vacanza ideale...se non torno più stanca di quando sono partita, mi sembra di aver sprecato del tempo! :D

Scritto da: jen81 alle ore 18:26 | link | commenti (2) | categoria:
mercoledì, 15 ottobre 2008

Seconda Parte: Niagara

-03/09- Ripresa in mano la nostra Mustang, abbiamo lasciato Boston in direzione Buffalo e Niagara Falls. Il tragitto è stato piuttosto lungo, ma ci siamo fermati diverse volte lungo la strada per rifocillarci un po’.

Niagara Falls americano è un paese un po’ desolante. Noi però abbiamo passato la dogana e ci siamo recati nel Niagara Falls canadese, che è tutta un’altra cosa. Oddio, il paese è molto pacchiano…è come un grande luna park con giochi, attrazioni che non c'entrano nulla con il posto, tipo la “Casa di Frankestein” e “Il Castello di Dracula”, musei della cose più inutili (da quelli delle cere, a quelli dei criminali famosi), millemila luci ed insegne luminose da far invidia a Las Vegas. Tralasciando quest’enorme trappola per turisti, questo è il posto dove siamo stati meglio a livello di pernottamento: suite al 7° piano di un bellissimo hotel, con spettacolare vista sulle cascate! Già di giorno era impressionate vedere dall’alto quell’enorme massa d’acqua, ma di notte, con le cascate illuminate, era davvero magico :) La sera, dopo aver finalmente mangiato una delle famose aragoste della costa orientale, abbiamo fatto un giro al Casino’, dove ho giocato la bellezza di 5$. Ovviamente, se sono ancora qui, non ho vinto nulla :D

-04/09- Colazione megagalattica e poi giro a vedere da vicino le cascate. Abbiamo fatto l’escursione “Behind the falls”, e ci hanno dato in dotazione i classici impermeabili gialli, che non ci hanno comunque evitato di lavarci dalla testa ai piedi. Però è stato molto bello e ne è valsa la pena. Abbiamo evitato di fare l’altra escursione, quella che ti porta con la barca proprio vicino alle cascate, perché vedendola ci è sembrata tanto un’imbarcazione di profughi, e poi ci eravamo bagnati già a sufficienza.

Via di lì, siamo tornati in albergo a prendere bagagli e auto per ritornare negli Usa. Alla dogana ci hanno fatto un sacco di domande…marò come sono rompiballe con tutti ‘ste controlli! Poi dovendo cambiare i soldi ci siamo fermati in un Outlet, dove per nostra fortuna, oltre al Change Office, c’erano anche negozi di abbigliamento di marca a prezzi davvero stracciati. E così ci abbiamo dato dentro con lo shopping, soprattutto da Calvin Klein e Tommy Helfinger.

A pomeriggio inoltrato, siamo ripartiti in direzione sud e abbiamo guidato fino a sera per avvicinarci il più possibile a Newark. Per la notte nessun problema nemmeno questa volta, abbiamo facilmente trovato un motel anche a tarda ora. Per la cena è stato più problematico perché avevano già chiuso tutte le cucine. Io avrei saltato tranquillamente il pasto come tante altre volte, ma la mia dolce metà pensa sia inconcepibile saltare un pasto, e con i crampi allo stomaco per la fame, si è accontentato di un McDonald in una stazione di servizio.

-05/09- Ripartiti dal motel, in poco tempo abbiamo raggiunto Newark. Poco prima di arrivare in aeroporto per riconsegnare l’auto, in autostrada siamo stati fermati dalla polizia per eccesso di velocità. Per fortuna non eccedevamo poi di molto, e dopo averci fatto un sacco di domande tipo “da dove venivamo”, “dove avevamo passato la notte precedente”, “dove stavamo andando”, “in che aeroporto eravamo atterrati” e un casino di altre cose che non c’entravano una mazza con la sicurezza stradale, ci ha lasciato andare raccomandandoci di andare piano e standoci dietro per un po’. Da notare che andavano tutti più veloci di noi eh! Ma loro gli altri non li guardavano nemmeno. No, loro tenevano d’occhio noi! Ma ‘sti strunz!

All’aeroporto abbiamo riconsegnato la nostra cara tamarrissima Mustang e la nostra prima parte di vacanza, quella “on the road” si è conclusa.

 E nella prossima puntata…NewYorkCity  :)
Scritto da: jen81 alle ore 17:13 | link | commenti (2) | categoria:
giovedì, 02 ottobre 2008

Dopo quasi tre settimane dal mio rientro, e su espressa richiesta di Spab, ecco un “breve” resoconto della mia vacanza negli States, divisa in più parti.Cercherò di essere il più sintetica possibile, perché se mi dilungassi in tutti i dettagli ne verrebbe fuori un post kilometrico! Anche se questo non scherza! :D

Parte prima: On the road per il New England

-30/08- Dublino-Boston. Circa 7 ore di volo e 2 film e mezzo visti. All’arrivo niente fila per i controlli, perché tutte le procedure di rito (impronte digitali, fotografia e questionari da compilare) sono già stati fatti all’aeroporto di Dublino (e bravi ‘ste irlandesi, ci hanno così evitato la coda all’aeroporto di arrivo).

Ritiro dell’auto noleggiata alla Hertz: una tamarissima Ford Mustang rossa! Eccola qui!

Dopo aver vagato un po’ nei dintorni di Boston (la segnaletica stradale americana non è proprio chiarissima), siamo giunti a Danvers (vicino Salem), dove avevamo prenotato una stanza in un motel. Cena in un locale di Salem, buon pesce e musica dal vivo. Dopo cena, passeggiata per Salem e assaggiato un ottimo gelato alla zucca! :P

-31/08- Mattinata in giro per Salem, cittadina molto carina, con molti edifici storici. Purtroppo però per il turismo hanno trasformato la tragica storia della condanna al rogo delle presunte streghe in un fenomeno da baraccone. Musei pacchiani con ricostruzione dei processi, e tantissimi negozi con souvenir “stregoneschi” e oggetti “magici”.

Tappa successiva: Gloucester (passando per Manchester City, una bella località sul mare che ricordava molto la Capeside di Dawson’s Creek). Qui escursione in barca per andare a vedere le balene, che dopo aver fatto le timide per un po’, si sono fatte vedere. Ci hanno mostrato le loro enormi code e ci hanno “salutato” agitando le pinne fuori dall’acqua. E’ stato molto bello! :) Via da Gloucester, ci siamo fermati in un motel un po’ prima di Lowell, a Tewksbury.

-01/09- La mattina visita di Lowell, la città natale bel buon vecchio Jack Kerouac. Visitato il parco a lui dedicato (che ospita 8 lastroni di granito in cui sono incise alcune sue poesie e un passo di “On the Road”!) e il cimitero dove è sepolto. Dopo Lowell siamo giunti a Boston e da bravi turisti abbiamo percorso il “Freedom Trail”, un cammino tracciato da una linea di mattoni rossi che conduce a 16 siti di interesse storico dislocati lungo tutta la città.

 -02/09- Non si può andare a Boston, senza visitare uno dei campus universitari più famosi e più immortalati in film e serie tv. Harvard è una vera cittadina, con tanto di strade che passano dentro il campus, chiese, parchi, musei. Molto bello passeggiare per i vialetti che durante il periodo scolastico sono invasi dagli studenti. Mi è piaciuta molto l’area dove ci sono gli alloggi degli studenti. Una schiera di casette di legno tutte simili tra loro, alcune con bandiere appese fuori dalle finestre, altre recanti le targhette con il nome della Confraternita che vi ha sede…sembrava davvero di stare su di un set televisivo.

Dopo Harvard siamo tornati in centro a Boston. Giro nel centro commerciale Copley e poi a Chinatown. Poi Market Place per un po’ di shopping, passeggiata sul mare lungo Commercial St e poi Little Italy, dove un gruppo di italo-americani festeggiavano, con tanto di banda musicale, sia Santa Lucia che San Antonio (come mi ha spiegato una cortese signora). Non ho capito perché era la festa di entrambi i santi, anche perché, fino a prova contraria, Santa Lucia da noi si festeggia il 13 dicembre. Ma non ho voluto indagare oltre, anche perché la signora è stata tanto carina da donarmi, dietro l’offerta di 1$, la spilletta raffigurante la Santa…a me! Proprio a me! :D Oh signur!

Per vedere un po’ anche la zona Sud di Boston abbiamo deciso di fare un giro con un autobus cittadino. Mai idea fu più azzeccata, visto che sull’autobus abbiamo fatto la conoscenza di uno dei personaggi più stravaganti incontrati in questa vacanza, l’autista del bus! Il quale ci ha parlato ininterrottamente per tutto il tempo, raccontandoci un po’ la storia di quella zona di Boston, della mafia irlandese e dei film che ci hanno girato, tra cui The Departed in cui anche lui ha girato una scena con battuta con Jack Nicholson! Devo ancora verificare!

La cena di pesce in zona porto programmata per la sera è saltata perché dopo le 21.30 a Boston non cucina più nessuno -___- Siamo quindi finiti nell’unico posto che dava da mangiare fino a tardi: l’Hard Rock Cafè.

...to be continued...
Scritto da: jen81 alle ore 15:45 | link | commenti (6) | categoria:
venerdì, 29 agosto 2008


"Adorava New York. La idolatrava smisuratamente".
Ma no...è meglio "la mitizzava smisuratamente". Ecco..."Per lui In qualunque stagione questa era ancora una città che esisteva in bianco e nero e pulsava dei grandi motivi di George Gerschwin"

Ahhh..no fammi cominciare da capo.

"Capitolo primo: Era troppo romantico riguardo a Manhattan, come lo era riguardo a tutto il resto. Trovava vigore nel febbrile andirivieni della folla e del traffico. Per lui New York significava belle donne, tipi in gamba che apparivano rotti a qualsiasi navigazione!

Ah no, stantia, roba stantia...di gusto....ehm, insomma dai impegnati un po' di più. Da capo.

"Capitolo primo: adorava New York. Per lui era una metafora della decadenza della cultura contemporanea. La stessa carenza di integrità individuale che porta tanta gente a cercare facili strade stava rapidamente portando la città dei suoi sogni..."

No, non sarà un po' troppo predicatorio? Insomma..guardiamoci in faccia, io questo libro lo devo vendere.

"Capitolo primo: adorava New York, anche se per lui era una metafora della decadenza della cultura contemporanea. Com'era difficle esistere in una società desensibilizzata dalla droga, dalla musica a tutto volume, televisione, crimine, immondizia..."

...troppo arrabbiato, non voglio essere arrabbiato.

"Capitolo primo: era duro e romantico come la città che amava. Dietro i suoi occhiali dalla montatura nera acquattata era pronta al balzo la potenza sessuale di una tigre..."

no aspetta, ci sono...

"New York era la sua città e lo sarebbe sempre stata".

(incipit di Manhattan di W. Allen)


Il giorno della partenza è arrivato...domani pomeriggio toccherò finalmente il suolo americano! Non vedo l'oraaaa :)))
Scritto da: jen81 alle ore 18:03 | link | commenti (3) | categoria:
lunedì, 04 agosto 2008
Da circa una settimana ho riavuto Internet in ufficio, e da qualche giorno è tornato in salute il mio pc di casa, quindi sono tornata operativa. Ho ripreso a frequentare forum, messenger e ora anche il mio blogghino (anche se penso che nessuno fosse in trepidazione per avere aggiornamenti sulla mia poco interessante esistenza) :D

1) Finalmente il viaggetto negli States ha preso forma!
6 giorni a New York e altri 6 in giro per il New England.
Ancora non ci credo…tra problemi di visto/passaporto, costi eccessivi e un po’ di menate sul lavoro per la richiesta di ferie a settembre, stavo quasi mettendo da parte l’idea di andarci, ed invece alla fine tutto si è risolto :) Non vedo l’ora di andarci!!!

2) Finalmente, dopo anni e anni che dico di volerlo fare, ecco sulla mia pelle il mio primo tatuaggio. Volevo tatuarmi un gatto, perché li amo, perché penso che siano tra gli animali più sexy e belli che ci sono e soprattutto perché mi sento caratterialmente vicina a questo felino. Per mesi ho cercato un disegno micioso che mi ispirasse e alla fine mi ero quasi convinta a farmi uno di quello che avevo trovato. Poi però, mezz’ora prima di uscire di casa per andare a prendere appuntamento con la tattuatrice, in rete mi sono imbattuta in un disegno che mi ha colpita. Sia perché mi piaceva esteticamente, sia per quello che rappresenta. E così, ho cambiato completamente soggetto e mi sono fatta marchiare la spalla destra con una bella fenice stilizzata. Perché la Fenice?

Perché risorge dalle proprie ceneri, quindi rappresenta la rinascita dopo la morte, la capacità di risollevarsi dopo aver toccato il fondo. Inoltre, proprio per la sua capacità di rigenerarsi da sé senza bisogno di un compagno, è considerata un animale solitario. Ed è quello che fondamentalmente sono anch’io… E poi c’è l’elemento fuoco attraverso il quale muore e rinasce, che tra i 4 elementi è senza dubbio il mio preferito, oltre che essere il simbolo del mio segno zodiacale.

Vabbè, per questo e per tanti altri motivi, ho scelto questo tatuaggio.
So già che mi chiederete una foto, ma la farò quando sarà un po’ più bello…ora si sta spelando tutto. Avrei dovuto farla appena fatto che era bello marcato :D
Comunque non ho sentito nessun dolore, nonostante quello che mi avevano detto in molti. Direi che è stato quasi rilassante, se non fosse per la scomodità di stare per un’ora e mezza nella stessa posizione.

Altre news non credo di averne…ma per non venire meno allo spirito del mio blog, vi lascio con una bellissima citazione dal “Paradiso Perduto” di J.Milton.

"Che importa se il campo è perduto?

Non tutto è perduto;
la volontà indomabile,
il disegno della vendetta,
l'odio immortale e il coraggio
di non sottomettersi mai,
di non cedere:
che altro significa non essere sconfitti?
Una simile gloria mai la potranno estorcere a me
nè la sua rabbia nè la sua potenza".
Scritto da: jen81 alle ore 16:39 | link | commenti (3) | categoria:
giovedì, 17 luglio 2008

Episodio n. 2: Padova, Dublino, Liga!

Per l’occasione del ponte del 2 giugno e dell’uscita del film, è stato organizzato il weekend “Sex and the city”. Dove la City in questo caso era Padova e il Sex…beh, è stato solo uno degli argomenti di discussione. Al posto delle 4 amiche newyorkesi c’erano però: una bergamasca, una trentina, due vicentine e una padovana. Qualcuno sostiene ci fosse anche una veronese, ma deve aver fatto un’apparizione così fugace da non lasciare il segno (hi hi…scherzo Teclus) ;)

Il weekend è stato così articolato:

Sabato 31 arrivo di Jen e della Tecla nella casa delle Beate Pellegrine. Serie di insulti alla Tecla che ci sòla per andare al mare e non viene nemmeno a vedere il film. Arrivo di Ivy al quale seguono altri insulti alla Tecla. Arrivo di Bea e Pea. Gli insulti alla Tecla continuano. Una volta tutte riunite, restiamo per un po’ nella camera di Moka a cazzeggiare, tra chiacchiere “da bar” e rivelazioni più o meno scottanti (ma mica così tanto poi! :D). Arrivata l’ora di cena ci spostiamo in città. Spritz, pizza+birra e poi via di corsa al cinema. Nel frattempo la SS (che sta per SuperSòla) ci abbandona…sulle note dei nostri più calorosi auguri di trovare un tempo di m…a al mare.

Al cinema arriviamo ovviamente di corsissima, appena in tempo per l’inizio del film. All’interno della sala ci sono già le 4 amiche di Ivy che ormai ci avevano date per disperse. Uscite dal cinema tappa a bere qualcosa in un pub dove puoi buttare in terra i gusci delle noccioline O__o

Poi tutte a casa propria, mentre io sono rimasta a dormire da Moka.

Domenica 1, dopo l’arrivo di Ivy è iniziato il Padova-tour (intervallato da soste gelatifere o spritzettose). Ivy ci ha guidate all’interno della città, fornendoci spiegazioni sugli stili e le origini dei principali edifici e monumenti padovani. La sera poi siamo andate tutte e tre a cenare in un ristorante messicano :P

Lunedì 2, io e Moka abbiamo passato la mattinata a sonnecchiare e a trascinarci per casa a causa del caldo. Dopo esserci ripigliate, siamo uscite a fare un altro giretto per la città, dove Moka ha dato libero sfogo alle sue doti di guida turistica inventandosi tutto di sana pianta: “questo è un tipico palazzo padovano, di un tipico color grigio-smog con le tipiche tegole rosse rotte”… oppure “alla tua sinistra puoi notare un tipico cestino dei rifiuti contenente della tipica immondizia padovana” …e altre cose di questo tipo… Secondo me stava prendendo in giro Ivy…però non diteglielo! :D

Nel nostro peregrinare abbiamo anche trovato per terra un portafoglio, con pochi soldi e dei documenti. A proposito Moka, com’è finita poi? E’ venuto a riprenderseli il tizio?

Tornate a casa, ho preparato le mie cose e poi Moka mi ha accompagnata in stazione.

FOTO  (sono quasi tutte “turistiche” però)

Un paio di giorni dopo, in Tribunale, incontro un tizio che conosco che mi dice di avermi vista domenica a Padova a bere lo spritz in Piazza delle Erbe. Cavoli, piccolo il mondo! :)


A fine giugno invece ho fatto la mia solita puntatina a Dublino. E questa volta ho fatto anche la turista visto che siamo andati a vedere la National Gallery. Fico però, pensavo che essendo gratuito ci fossero solo opere di pittori minori, invece oltre alla sezione su Yeats e gli artisti irlandesi, ci sono anche quadri di Caravaggio, Monet, Modigliani,… Non pensavo!

Sabato sera: tipico party irlandese in cui ho potuto sfoggiare il mio perfetto…italiano! Già, proprio così, quasi tutti gli invitati alla festa erano italiani! E io che ero preoccupata di non capire nulla! :D

Vabbè, ma parliamo della cosa più importante successa in questo weekend: ho incontrato John Locke!!!

Era proprio lui…seduto da Starbucks, a bere un caffè e leggere un quotidiano!

Sinceramente dell’autografo non mi frega molto, però magari la foto insieme l’avrei anche fatta, solo che mi scocciava andare a rompergli le scatole. Era lì con la moglie (o almeno penso che lo fosse) e poi non lo disturbava nessuno, mi scocciava fare la fan scema :D

Certo, fosse stato Saiyd, o Sawyer… :P:P:P

 

Infine, il 4 luglio sono andata al concerto del Liga. Bello bello, mi sono divertita. Nonostante gli ultimi album non siano poi granchè, vale la pena andarci per sentire le vecchie canzoni. Ognuna mi ricorda un evento, una persona o una situazione della mia adolescenza… Michius, che tristezza :(

 

See you soon (non so quanto “soon” però, visto che in ufficio ci hanno riattivato telefono e fax, ma siamo ancora senza Internet…uff!)

Scritto da: jen81 alle ore 23:45 | link | commenti (4) | categoria:
sabato, 28 giugno 2008

Quasi due mesi dall’ultimo aggiornamento? Qui urge un bel riassuntone.

Però visto che le cose da dire sono tante, lo farò a puntate…

Episodio n. 1: Berlino, trasloco e Bruce!

Allora… dopo la Con di Roma di inizio maggio, ho fatto un’altra vacanzina. Dal 16 al 18 maggio sono stata a Berlino per quello che è stato ribattezzo “Only Women Weekend”. Sei donne di diverse età (dai 20 ai 53), amiche/parenti tra loro decidono di lasciare a casa i mariti (anche se solo 4 sono sposate) e di partire per un weekend di sole donne. Io, mia mamma, mia zia, mia cugina, la mia amica Elena e un’amica di famiglia. Bello bello…ci siamo stancate tanto perché in 3 giorni abbiamo visitato davvero tante cose. Però è stato molto piacevole e divertente. Berlino è una città fantastica! Non è propriamente “bella”, insomma, non è Parigi, non è Roma…ma è una città affascinante e quel connubio di storico e ipermoderno è davvero particolare. Si respira una voglia di rinnovamento e un forte desiderio di allontanarsi dal triste passato (ma non di cancellarlo!). Ovviamente se mi dovesse capitare ci tornerei molto volentieri, in fondo c’è ancora così tanto da vedere.

Più avanti metterò qualche fotina.

Da settimana scorsa lo studio per cui lavoro si è trasferito in un ufficio nuovo, più bello e più grande…si sta decisamente meglio di prima, aria condizionata a parte (si sa che io non la amo molto, infatti quando sono in studio da sola è sempre spenta! :D). Il trasloco comunque è stata una faticaccia, e ad oggi siamo ancora senza linea telefonica, il che vuol dire senza Internet. Sgrunt…mi hanno tolto la linfa vitale! Ora senza poter navigare non ho niente di meglio da fare che lavorare davvero! Terribile! :D  Comunque è davvero un macello lasciare uno studio legale senza linea telefonica, se avessimo voglia di buttare via un po’ di tempo bisognerebbe davvero denunciare la compagnia. Però facciamo già fatica a stare dietro a tutti i nostri clienti che sicuramente lasceremo perdere.

mercoledì 25 sono andata a vedere Bruce Springsteen a San Siro! Che spettacoloooooo!!! Non sono quella che si può definire una sua fan (almeno non come i pazzoidi che sono venuti al concerto con noi), però mi è sempre piaciuto. Il biglietto è costato un botto, ma devo dire che ne è valsa la pena, è stato strepitoso!!! Sono tornata a casa solo un po' perplessa per una cosa: cosa può spingere due genitori a portare un bambino di pochi mesi ad un concerto rock in uno stadio, con musica alta e riflettori potenti in grado di illuminare a giorno? Quale grado di completo rincoglionimento bisogna raggiungere? Non ho parole...davvero! Li fissavano tutti con gli occhi pallati, con sto povero pupetto in braccio che ormai non aveva più nessun tipo di reazione, era completamente fulminato!

Infine, questa mattina ho finalmente ritirato il mio passaporto! Yeaaahhhh! Resto del mondo...sto arrivando!!! :D

Per ora termino qui. Nella prossima puntata si parlerà del weekend padovano, del weekend dublinese e di altri eventuali eventi accaduti nella Jen-Life. Au revoir ;)

Scritto da: jen81 alle ore 18:33 | link | commenti (4) | categoria:
domenica, 04 maggio 2008

Sono tornata da Roma qualche ora fa. Come sempre ho passato 4 bellissimi giorni nella mitica Casa del Forum. Molto probabilmente la prossima volta che la rivedrò, non sarà più la stessa, e un pochino mi dispiace. Sono affezionata ad ogni angolino di quella casa. Ehh…se quelle pareti potessero parlare! Anzi, se quel copriletto potesse parlare…hi hi, ok basta, sto zitta :D

Però la padrona di casa è stata così gentile da permetterci di portare via un ricordino. Se i turisti si mettono in valigia un Sanpietrino come souvenir, noi ci siamo portati via un piatto della casa di Monik (personalizzato e finemente decorato aggiungerei!).

Gli ingredienti di questa RomaCon sono stati più o meno gli stessi di tutte le altre, con l’aggiunta di qualche novità: baci, abbracci e palpeggiamenti, pomeriggi e nottate passate tutti insieme a cazzeggiare sul letto o sul terrazzo tra letture di oroscopi ed elenchi telefonici, corse in bagno per riuscire ad andarci prima che ci si barricasse dentro Nennè, pranzo preparato da Ivy perchè altrimenti non si mangia, decisione di lavare piatti e bicchieri solo quando ci si rende conto di non avere più nessuna stoviglia pulita in cucina, aperitivi improvvisati (questa volta con vino bianco e noci, in mancanza di patatine), vero spritz doc padovano a gogo, lotta a colpi di giornalate, ottima cena thailandese rovinata solo dai dolci improponibili che la cucina orientale offre, la Bella Syth Addormentata in una delle stanze della casa, Monik che straparla prima di addormentarsi, Nennè che recita a memoria il monologo di un episodio di Sailor Moon che finisce per fare da ninna nanna a me e Ivy, Ontone i suoi pretacci e i turisti "where we are?", Moka e la dipendenza da cioccolato, un nuovo soprannome coniato per la sottoscritta, e tanto altro ancora…

Bello bello, mi sono tanto divertita e rilassata con i miei amichetti (e ne avevo bisogno!). Ho conosciuto tre nuove persone che ho trovato molto piacevoli e simpatiche. Ho ascoltato i bei racconti della vacanza mexi-guatemalteca della Monik-Mum. E, nei limiti di quanto il mio carattere possa concedermelo, sono stata libera di essere me stessa, cosa che riesco a fare davvero con poche persone.

Grazie amici-ci…la vostra Zainy vi ama tanto! :***

Scritto da: jen81 alle ore 23:28 | link | commenti (6) | categoria: